lunedì 22 novembre 2010

IL CONIGLIO ALLA CACCIATORA DI NONNA GIULIA (SIMONETTA)

Lo sapete che ci piace seguire il contest di Menù Turistico e questo mese Ginestra ha proposto il coniglio alla cacciatora,  mi hanno invitato a nozze!!! Gli uomini della mia famiglia erano tutti cacciatori, e con questa ricetta partecipo al contest.Non sò se vi ricordate che tempo fà sul Forum di  Cucina Italiana  qualcuno postò la ricetta dei fagottini di cavolo ed io detti  la ricetta che faceva la nonna Giulia e che mi fu anche pubblicata sul quotidianoIl Tirreno.
Ora vi presento la mia nonna con questa foto: prima ve la racconto.

















Le signore nella foto sono tutte imparentate con me. E' il 10 di Luglio del 1945 la guerra è finita da due mesi e la mia mamma ed il mio babbo decidono di sposarsi. Si sposano sulle macerie di Ripa ,ma questa è un altra storia ve la racconto un'altra volta. La foto è stata scattata il giorno del matrimonio e non sò come mai sono vestite tutte di nero!!! La mia mamma dice che avevano solo quei vestiti, ed in piedi hanno degli zoccoli,  pensate che avevano piu ho meno cinquant'anni anni ,uscivano da una guerra e questo è tutto. La nonna Giulia è quella a sinistra da sola ed è quella che mi ha insegnato a cucinare.....
Il coniglio alla cacciatora la mia nonna lo faceva cosi:
Prendete un coniglio di 2 kg, tagliatelo a pezzi, lavatelo e mettelo in pentola, non si marina perché i nostri uomini cacciatori dicevano che si marina solo la lepre e noi gli si dava retta, però si fà un altra operazione: si mette il coniglio in pentola senza nessun condimento e si fa uscire tutta l'acqua che fà, poi si scola e nella stessa padella si aggiunge salvia, rosmarino, aglio tritato, olio buono e si fa rosolare poi sale e pepe,e quando è ben rosolato una generosa spruzzata di vino. Quando il vino è ritirato si mettono le olive e della passata di pomodoro un pò rustica.Quando tutto e ben amalgamato si mette un po di brodo vegetale e si fa cuocere piano piano per almeno due ore. Ottimo hanno gradito tutti. Grazie Ginestra per l'argomento del contest, così ho potuto parlare dei tempi passati con la mia famiglia e fatto partecipe anche i miei figli di come erano una volta le nozze, che nella loro mente sono oggi una festa galattica.
Baci Simonetta

P.S.: la polenta è indispensabile per questo piatto ed il giorno dopo si frigge....

9 commenti:

  1. Ode alla nonna Giulia, se è a lei che dobbiamo le tue prelibatezze. E grazie per questo post. La ricetta di questo mese ha dato la stura a tanti ricordi: forse perchè è un piatto di tradizione, forse perchè è un piatto povero, che ci fa fare un balzo all'indietro, a quando non si buttava via niente e ci si vestiva di nero per i matrimoni, perchè non c'erano altri abiti da mettersi. E' un mondo a cui io, figlia del boom e cresciuta nella società dei consumi, guardo sempre più spesso come esempio di frugalità, ma anche di intelligenza applicata al bisogno. E queste ricette, che di questo mondo sono l'aspetto più saporito, sono una pagina di quei tempi, di quella storia
    Grazie per averla condivisa con noi
    Ale

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  2. Simonetta ...che bella quella foto.... sono tutte così belle!!!!

    LA ricetta mi piace tanto..la farò in dosi minime, perchè il maritozzo come sai non mangia il conoglio!!

    Un abbraccio forte forte...e W la nonna Giulia!

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  3. Una OLA a Nonna Giulia, che ti ha insegnato a cucinare così bene!!

    Grazie per avere condiviso con noi questi bei ricordi e questo pezzetto dell'Italia del dopoguerra che non dobbiamo dimenticare, perché chi dimentica il passato non può vivere bene il presente...

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  4. Simonè brava, anche l'Umiltà lo fa così, io tifo per la polenta fritta del giorno dopo. Luigi si è spellato le mani ad applaudire!!

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  5. Mi hai riportata indietro, Simonetta, anch'io ho tante fotografie tutte in nero.......... forse non si erano divertiti molto e allora il colore rispecchiava l'umore, comunque la tua ricetta ricorda molto le ns. In Liguria, non si marina il coniglio e alcuni fanno spurgare e altri no........ogni casa ha la sua ricetta, grazie per le spiegazioni e per la storia della nonna Giulia.
    diana

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  6. Grazie mille per questo post e per questa ricetta, davvero MILLE GRAZIE, la cosa che amo di più leggere nei vari blog, forse ancora più di una ricetta, è quel tocco "umano" che solo un racconto ti da. Grande piatto!
    baci

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  7. grazie a tutti
    ed un grazie particolare a Ginestra che con il suo coniglio ha risvegliato dolcissimi ricordi

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  8. bello questo racconto, molto umano, mi ricorda i racconti di mia mamma quand'era piccola, la guerra, la povertà, i piedi scalzi... bellissimo!

    la Ripa dove?

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  9. RIPA è una frazione del comune di Seravezza in provincia di lucca ,è nel paese ci passava la Linea Gotica,, ed furonotutti sfollati ed il paese fu raso al suolo , mia mamma era due mesi che era finita la guerraì ed il suo altare fu fatto sulle macerie del paese con due tavoloni.

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gli impastatori dicono: